Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Artist Statement

La ragione errante

Immagine
“Bramo per altro che sappia vostra riverenza ch'io sono il cavaliere della Mancia, chiamato don Chisciotte, e che il mio dovere e il mio esercizio consistono nello andare per lo mondo raddrizzando torti, e vendicando soperchierie. — Non posso intendere, disse il baccelliere, come raddrizzate i torti, mentre di diritto ch'io era mi lasciate qui storto con rotto una gamba, la quale non si raddrizzerà mai più finché io vivrò; e quella soperchieria da cui mi avete salvato consiste nel ridurmi a modo da ricordarmene per tutta la vita; ah! è stata ben grande la mia sventura nell'abbattermi in voi che andate cercando le avventure.” Miguel de Cervantes “Dilla, rispose don Chisciotte, ma sii breve, che un discorso lungo non può mai dar piacere.” Miguel de Cervantes       Mi riconosco nella figura del cavaliere errante, non per il suo eroismo, ma per la sua irriducibile malinconia. Don Chisciotte attraversa un mondo che non corrisponde ai suoi desideri, affro...

L'uomo come collage esistenziale

Immagine
“L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica perde la sua aura, ma acquista una nuova forma di presenza frammentaria che rispecchia la condizione dell'uomo moderno.” Walter Benjamin “Siamo un tessuto di relazioni, un nodo nell'intreccio dell'essere. La nostra identità non è una sostanza ma una melodia che si riconosce attraverso le sue variazioni.” Maurice Merleau-Ponty       Il collage che si presenta dinanzi a noi è una straordinaria metafora della condizione ontologica contemporanea. L'essere umano stesso è divenuto un'opera d'arte frammentaria, un assemblaggio precario di significati che cercano disperatamente una sintesi perduta. L'immagine non ci mostra soltanto la crisi della rappresentazione, ma rivela l'uomo come soggetto artistico involontario, scultura vivente modellata dalle forze centrifughe della modernità. Osservando questa torre di architetture religiose in bilico, riconosciamo la nostra stessa struttu...

RIZOMI: Un dialogo sotterraneo tra umano e vegetale

Immagine
“L'orchidea fa rizoma con la vespa perché si deterritorializza nell'immagine della vespa come la vespa si territorializza in quest'immagine.” Gilles Deleuze e Félix Guattari       Come un archeologo del futuro che ritrova frammenti di un mondo perduto, alcuni anni fa ho scoperto, in modo del tutto fortuito, tra vecchie carte polverose alcuni disegni straordinari: figure umane che sembravano essere costituite interamente da radici, rami, foglie e terra. Non si trattava di semplici allegorie romantiche, ma di qualcosa di più profondo e inquietante. Quelle immagini rivelavano l'esistenza di un popolo dimenticato che aveva vissuto in simbiosi perfetta con gli alberi e la natura, in un tempo indefinito dove i confini tra regno animale e vegetale si dissolvevano. La ricerca sul campo, condotta con la precisione di un botanico e la passione di un visionario, ha portato alla luce testimonianze fotografiche che confermano l'intuizione: esistono davvero tracce d...

Pensare per immagini. Un viaggio tra fotografia, filosofia e linguaggio

Immagine
“L'opera d'arte è un atto di pensiero in forma sensibile.” Maurice Merleau-Ponty       Cosa accade quando la fotografia smette di essere una semplice rappresentazione del reale per diventare una forma attiva di pensiero? Foto(so)phie è il titolo di un vasto progetto teorico e visivo che si presenta non solo come breve saggio, ma come un vero e proprio dispositivo concettuale. Un’opera ibrida in cui arte visiva, filosofia e linguaggio si incontrano, si scontrano e si trasformano. Al centro di questa ricerca c’è l’idea di post-fotografia come campo di riflessione e azione: non un’evoluzione tecnica del medium, ma una radicale messa in discussione dei suoi limiti percettivi, semantici ed espressivi. Le immagini non si limitano più a mostrare, ma pensano, interrogano e coinvolgono il lettore/spettatore in una relazione attiva e tattile.       Attraverso le visio(so)phie, foto[so]phie e meta{so}phie , viene costruito un nu...

Non chiederci la parola

Immagine
“Così decifrando il diario della melanconica (o felice?) collezionista di sabbia, sono arrivato a interrogarmi su cosa c’è scritto in quella sabbia di parole scritte che ho messo in fila nella mia vita, quella sabbia che adesso mi appare tanto lontana dalle spiagge e dai deserti del vivere. Forse fissando la sabbia come sabbia, le parole come parole, potremo avvicinarci a capire come e in che misura il mondo triturato ed eroso possa ancora trovarvi fondamento e modello.” Italo Calvino Sulla natura iterativa del segno e la persistenza dell'idea       Quest'opera nasce da un interrogativo che attraversa i secoli: cosa rende un'idea immortale? Non la sua natura eterea o spirituale, ma qualcosa di più concreto e paradossalmente fragile: la sua capacità di ripetersi, di essere citata, di sopravvivere all'assenza di chi l'ha concepita. Nel dialogo tra la scultura classica e l'immagine fotografica decostruita, provo così ad esplorare quello che Jacques Derr...

In bilico nell'immobilità

Immagine
“La vita ha bisogno della parola; se fosse sufficiente vivere, non si penserebbe, se si pensa è perché la vita ha bisogno della parola, della parola che sia il suo specchio, della parola che la rischiari, della parola che la potenzi, che la innalzi.” María Zambrano Concept       Il silenzio dell’anima è uno stato di ricettività totale, una condizione di ascolto profondo che precede qualsiasi forma di conoscenza autentica. “La pietra che respira è quella che ha conosciuto il silenzio dell’anima” diviene metafora e riconciliazione di una materia che ha trasceso la sua condizione inerte, attraverso una metamorfosi spirituale e grazie all’incontro con il silenzio contemplativo. Questo processo trasformativo rappresenta la capacità di infondere vita e significato anche in ciò che appare immobile, attraverso il potere dello sguardo poetico. In quest’opera dal titolo: “In bilico nell’immobilità” , esploro la dualità dell'esistenza umana, mediante la giusta...

Il teorema del dubbio

Immagine
“La ragione non è nulla senza l'immaginazione.” René Descartes Concept       Nelle “foto(so)phie” – neologismo che fonde fotografia e filosofia – ogni elemento si dispone come tessera di un enigma irrisolvibile. La moderna interpretazione, in bianco e nero, di Cartesio , fronteggia lo scheletro di un dinosauro che emerge, appena percettibile, dal biancore dello sfondo. Tra questi due poli – il volto della ragione e l’ossatura del vissuto preistorico – si apre un cortocircuito di significati che rimette in gioco le certezze del vedere e le radici stesse del pensiero. Il sorriso assente del filosofo-cartesiano, con lo sguardo rivolto verso un io che si auto-fonda, ci invita a ripercorrere la famosa sospensione del dubbio: «Cogito, ergo sum» . Eppure quel sum – quel farsi esistere del soggetto – qui non è più garanzia di un’identità salda, ma soltanto un simulacro di carta e pigmenti (come recita la stessa dichiarazione d’artista incisa nella stes...

Questo è solo un piccolo grido di dolore!

Immagine
“Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore. Vai avanti. Nessun sentimento è definitivo.” Rainer Maria Rilke Concept       Tre muse e regine identiche, avvolte in eleganti abiti da sera e col volto dissimulato da maschere di cranio bovino, evocano, in chiave moderna, un richiamo sospeso tra le tragedie classiche e le sacre rappresentazioni medievali. Al tempo stesso, la duplicazione delle donne, inscena una chiara visione della molteplicità dell’Io, unita alla ripetitività dei nostri traumi interiori. Attorno a queste figure, emergono campi grigi di forme geometriche astratte, che organizzano lo spazio nel solco di un diagramma dell’anima , dove anche i numeri, disposti come se fossero vertebre spezzate, aprono una riflessione sulla fragilità della vita. Martin Heidegger ci insegna che l’essere umano viaggia sempre in direzione di una gettatezza originaria, un esser-ci costantemente in bilico tra consapevolezza e oblio. Il teschio, maschera di...

Monologue

Immagine
“Πόλεμος πάντων μὲν πατήρ ἐστι. (Il conflitto è padre di tutte le cose.)” Eraclito “Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro?” Luigi Pirandello Concept       Una statua, emblema millenario della perfezione formale, diviene campo di battaglia per forze contrapposte. Nell'interstizio tra verità, libertà e mondo , si apre la ferita scarlatta che spezza e attraversa l'opera, non cicatrice ma piuttosto rivelazione, squarcio che disvela l'impossibilità di una sintesi armoniosa. Questa creazione sospesa tra fotografia, intervento pittorico e concettualizzazione filosofica, manifesta la tensione irrisolta del contemporaneo. L'ideale classico, con la sua promessa di unità e complet...

D’ombra permanente e fragile memoria di un istante

Immagine
“Totam mihi vitam nihil videri aliud quam leve somnium fugacissimum que fantasma” (“Tutta la mia vita altro non pare, che un lieve sogno, fantasma che svanisce in un istante”) Francesco Petrarca ...una riflessione sulla natura effimera dell'esistenza, paragonata a un sogno fugace e un fantasma evanescente... Concept Questa pietra è un ossimoro scolpito dalla natura e dal caso, memoria geologica e frattura istantanea, levigata come un pensiero ancestrale su una faccia e squarciata come un trauma improvviso sull'altra. L'opera esplora la tensione tra permanenza e fragilità , tra la forma definita e l'indeterminatezza della percezione. La pietra è un aforisma visivo, il testo che l'accompagna è la sua eco verbale, ma entrambi sono incompleti, si cercano, si definiscono a vicenda senza mai coincidere perfettamente. L'uno apre solo crepe nell'altro. Suggestioni Dov'è il punto di rottura tra stasi e caduta? L'ombra è sostegno o precipizio? La s...

Se mi fai il ritratto ti sparo!

Immagine
“Perché ci sono troppe cose che mi piacciono e mi confondo e mi perdo a correre da una stella cadente all’altra fino allo sfinimento. Non avevo niente da offrire a nessuno tranne la mia confusione.” Jack Kerouac “Ci voltammo dopo dodici passi, perché l’amore è un duello, e ci guardammo per l’ultima volta.” Jack Kerouac       Nel cuore della voragine, lì dove la brama di essere visti si scontra con il terrore ancestrale di essere scoperti, prendono vita questi appunti fotografici che lacerano il velo del ritratto contemporaneo. "Se mi fai il ritratto ti sparo!" non è un semplice titolo, ma un grido di battaglia, una sfida lanciata dall'abisso paradossale che si spalanca ogni volta che un obiettivo ci inquadra.       Queste foto, caratterizzate da un bianco e nero netto e tagliente, oscillano sul confine incandescente tra l'eleganza delle immagini fashion e la brutalità del ritratto psicologico. Ci trascinano in quel...