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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ignoto

Solo una conchiglia?

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“La matematica non è un luogo dove si abitano certezze, ma un luogo dove si impara a vivere con domande sempre più belle.” Alexandre Grothendieck       C'è un matematico che quasi nessuno conosce fuori dalle aule universitarie e che tuttavia ha compiuto nel Novecento uno dei gesti intellettuali più radicali della storia del pensiero umano. Si chiama Alexandre Grothendieck. Nato a Berlino nel 1928 da padre anarchico russo e madre tedesca, apolide per tutta la vita, internato da bambino in un campo di raccolta in Francia durante la guerra, genio assoluto della matematica del dopoguerra e poi — al culmine della fama, a quarantadue anni — sparito. Ritirato volontariamente in un villaggio dei Pirenei, Lasserre, dove ha trascorso gli ultimi decenni a scrivere migliaia di pagine autobiografiche e mistiche che nessuno ha ancora letto per intero. È morto nel 2014 senza essere tornato nel mondo accademico. Perché cominciare da lui? Perché Grothendieck ha fatto q...

Il coro dell'alba

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“La natura non fa nulla di inutile.” Aristotele, De Anima       C'è un momento, tra il sonno e la veglia, in cui il mondo comincia senza di te. La finestra è socchiusa mentre fuori, qualcosa sta già accadendo, rumoroso, indifferente e bellissimo. Sono gli uccelli. Io resto ad ascoltare, senza ancora decidere se alzarmi. Questo succede ogni mattina, in primavera. Ed è diventata una delle poche cose a cui tengo senza sapere bene perché. O meglio: senza che il perché abbia molta importanza. Ho scoperto solo di recente che quanto descritto ha un nome preciso in etologia: dawn chorus , il coro dell'alba. Non è un fenomeno casuale né caotico come sembra dall'interno. Inizia circa un'ora prima del sorgere del sole e segue un andamento sorprendente: ogni specie entra in scena al proprio momento, come in un'orchestra con una partitura invisibile. I pettirossi aprono. Poi i merli ( "Va beneeeeeee?" ). Poi le cinciallegre, i fringuelli. C'è un ordine anche s...

Buon Compleanno!

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“Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s'era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere così.” Italo Calvino “Ogni vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi.” Marcel Proust       La protagonista stringe fra le dita il proprio ritratto di ieri, regalandoci uno sguardo che è insieme tenerezza e audacia. Non si annuncia come un gesto d’orgoglio, ma come un colloquio interiore, un ponte tra l’io che fu e l’io che lentamente si è trasformato. Paul Ricoeur distingue tra idem e ipse per analizzare l'identità personale. L'idem con la sua permanenza nel tempo, legata a caratteristiche stabili e immutabili. L'ipse con la potenza evocativa dell'identità narrativa, quel modo in cui una persona si racconta e si trasforma nel tempo attraverso le esperienze e le relazioni. Ed è proprio qui che la fotografia diventa specchio del tempo,...

Se mi fai il ritratto ti sparo!

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“Perché ci sono troppe cose che mi piacciono e mi confondo e mi perdo a correre da una stella cadente all’altra fino allo sfinimento. Non avevo niente da offrire a nessuno tranne la mia confusione.” Jack Kerouac “Ci voltammo dopo dodici passi, perché l’amore è un duello, e ci guardammo per l’ultima volta.” Jack Kerouac       Nel cuore della voragine, lì dove la brama di essere visti si scontra con il terrore ancestrale di essere scoperti, prendono vita questi appunti fotografici che lacerano il velo del ritratto contemporaneo. "Se mi fai il ritratto ti sparo!" non è un semplice titolo, ma un grido di battaglia, una sfida lanciata dall'abisso paradossale che si spalanca ogni volta che un obiettivo ci inquadra.       Queste foto, caratterizzate da un bianco e nero netto e tagliente, oscillano sul confine incandescente tra l'eleganza delle immagini fashion e la brutalità del ritratto psicologico. Ci trascinano in quel...

Nel silenzio dei miei giardini segreti

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“Ho appeso alla mia stanza il dagherròtipo di tuo padre bambino: ha più di un secolo. In mancanza del mio, così confuso, cerco di ricostruire, ma invano, il tuo pedigree. Non siamo stati cavalli, i dati dei nostri ascendenti non sono negli almanacchi. Coloro che hanno presunto di saperne non erano essi stessi esistenti, né noi per loro. E allora? Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse un niente che è tutto.” Eugenio Montale, Xenia II, 13 “Sorrise alla domanda: - Quali risorse deve contenere un giardino segreto? - Essenzialmente miti - rispose senza troppo esporsi. - ...e quanti? - Quelli che riesci a trovare! - Se non sono tutti? … e se sono più dei miei? - Se ne trovi di nuovi, ecco che sei entrato davvero nel mio giardino segreto” Francesco Menna Frammenti di un dialogo interiore in bianco e nero. Rovine, isole, silenzi e lo sguardo enigmatico di una diavolessa. In questo lavoro esploro il labirinto dell’esistenza, la fragile bellezza del disincanto, la...

"Aqua"

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"Chi è privo di un mito è un uomo che non ha radici." Carl Gustav Jung       Vi presentiamo il concept di un’animazione che nasce dalla fusione di due linguaggi artistici: la musica e la fotografia. Il video è ispirato a una traccia musicale sperimentale, creata da Cattivo Costume , Raffaele Cesarano (darabouka) e Patrizia Ferrarini (campane tibetane) , che fonde in modo magistrale campane tibetane, strumenti ancestrali e voce. Il risultato è un racconto sonoro che evoca atmosfere mitologiche e primigenie. Le immagini fotografiche che accompagnano la musica, sono state scelte per rappresentare la dimensione visiva di questo racconto, attraverso una dimensione metafisica e cercando di trasmettere il nostro modo di conoscere il mondo per mezzo dell’arte e lontano da alcuni stereotipi. Speriamo che il video vi piaccia e vi coinvolga. Buona visione!       Nelle profondità dell'etere, al di là del velo del tempo, fluiva l'ac...