Automi imperfetti e analogie formali tra stati finiti e processo creativo
“La traccia è l'apparizione di una vicinanza, per quanto lontano possa essere ciò che l'ha lasciata.” Walter Benjamin Le figure che abitano le mie immagini non sono semplicemente personaggi, né rappresentazioni simboliche di concetti astratti. Sono operatori del processo creativo: presenze che compiono gesti, producono trasformazioni, interrogano la realtà attraverso azioni minime, spesso incomplete. Una figura delimita una sagoma, un'altra custodisce un frammento di memoria. Qualcuna cancella, misura, duplica, interpreta; altre interrompono un gesto, deviano da una traiettoria, ripetono un'operazione senza riuscire a concluderla. Nessuna possiede una conoscenza complessiva di ciò che sta costruendo. Ciascuna agisce entro i limiti della propria competenza, lasciando qualcosa di irrisolto. Li chiamo automi imperfetti. Il riferimento agli automi della teoria della calcolabilità non è casuale, ma neppure pretende ...