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Solo una conchiglia?

“La matematica non è un luogo dove si abitano certezze, ma un luogo dove si impara a vivere con domande sempre più belle.” Alexandre Grothendieck       C'è un matematico che quasi nessuno conosce fuori dalle aule universitarie e che tuttavia ha compiuto nel Novecento uno dei gesti intellettuali più radicali della storia del pensiero umano. Si chiama Alexandre Grothendieck. Nato a Berlino nel 1928 da padre anarchico russo e madre tedesca, apolide per tutta la vita, internato da bambino in un campo di raccolta in Francia durante la guerra, genio assoluto della matematica del dopoguerra e poi — al culmine della fama, a quarantadue anni — sparito. Ritirato volontariamente in un villaggio dei Pirenei, Lasserre, dove ha trascorso gli ultimi decenni a scrivere migliaia di pagine autobiografiche e mistiche che nessuno ha ancora letto per intero. È morto nel 2014 senza essere tornato nel mondo accademico. Perché cominciare da lui? Perché Grothendieck ha fatto q...

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