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Visualizzazione dei post da Luglio, 2021

Sic transit gloria mundi

"La gloria è simile a un cerchio nell’acqua che va sempre allargandosi, sin quando per il suo stesso ingrandirsi si risolve nel nulla." W. Shakespeare "Ogni artista è «imitatore», cioè o artista apollineo del sogno o artista dionisiaco dell'ebbrezza o infine - come per esempio nella tragedia greca - insieme artista del sogno e dell'ebbrezza." F. Nietzsche       C'è una visione del mondo che si potrebbe riassumere in una parola greca: δρᾶμα ovvero azione intesa come tutto ciò che è destinato alla rappresentazione sulla scena e dove la scena altro non è che la nostra rappresentazione del mondo, in tutte le sue forme e varietà.        Drama o dramma dunque come riflessione sull'esistenza umana e sull'esperienza spirituale, attraverso lo sviluppo di conflitti, contrasti, enfatizzando tragicità ed intensità emotiva. Ma anche riflessione sull'individualità, la solitudine dell'io di fronte al mondo, l'inutilità, la precarie

Il panorama dell'imperatore

"...una mesta atmosfera d'addio permeava le montagne dalla vetta ai piedi, le città con le loro lucenti finestre, le stazioni con il loro fumo giallo, i vigneti fin nella più piccola foglia. E io mi convincevo (per la seconda volta, dopo averne già avuto quasi regolarmente sentore fin dalla prima immagine) che per quella volta era impossibile sfruttare appieno tali meraviglie in quell'unica seduta." W. Benjamin, Infanzia berlinese       L'intenso, dolce e nostalgico frammento di Benjamin sul Kaiserpanorama , dispositivo ottico, precursore del cinema, che attraverso un paio di lenti mostrava un numero di diapositive di vetro stereoscopiche rotanti, offre l'occasione per qualche nuova ed ulteriore riflessione sul tema degli oggetti fotografici animati , già introdotti nelle pagine di questo blog.       C'è, infatti, un'idea di fondo che attraversa alcune delle clip realizzate e che si basa su una sorta di decostruttivismo dell'immagine fotog

Demoni

"Formulai per la prima volta in vita mia questo greve pensiero: che non conosco e non sento né il bene né il male, e che non solo ne ho perduto il senso, ma so anche che il bene e il male, in realtà, non esistono nemmeno (riflessione che mi arrecava piacere), e non sono altro che pregiudizi. Stava in me l'esser libero da qualsiasi pregiudizio, ma, raggiunta quella libertà, mi sarei perduto." Fëdor Dostoevskij, I demoni       I due brevi videoclip qui presentati trovano libera ispirazione in uno degli indiscussi capolavori di Fëdor Dostoevskij, focalizzandosi sull'idea di demone come occhio interiore, privilegiandone quindi i relativi aspetti visuali.       Ciò che qui preme mettere in risalto non è tanto l'aspetto spirituale o psicoanalitico della narrazione quanto un possibile schema visuale che possa caratterizzare la rappresentazione, ad esempio, di una forte passione attraverso una successione di discontinuità visive o una sorta di turbamento ottico .

Genesi

"Tutta la creazione è fantasia e illusione. La materia è un'illusione per il pensiero. Il pensiero è un'illusione per l'intuizione. L'intuizione è un'illusione per un'idea inalterata. L'idea inalterata è un'illusione per l'esistenza." F. Pessoa "Allora io, rivoltomi da quella parte con i miei limpidi occhi, contemplando quella figura informe e percorrendo con lo sguardo il suo aspetto, nient'altro che un ammasso nerastro di terra, dissi: quello con il dorso prominente, quello con la schiena curva e dentellata, che raggiunge e fende il cielo? Tanto distante di qui, brutto, coperto di fumo, non produce alcun frutto, né pomi, né uva, né dolci fichi: è privo di alberi e di orti, oscuro, tetro, triste, truce, vile, avaro. Ma tu, sorridendo: eppure è mio fratello e mi ama, e vuole bene anche a te. Osservalo bene, dunque, e non disprezzare le sue blandizie. So che non farà niente che ti sia molesto, e se non vorrai

Metafisiche e solitarie

"Il mare è un luogo metafisico: spazio isolato, astorico, di pienezza e di solitudine, in cui i conflitti spirituali raggiungono con facilità le posizioni estreme e radicali ed in cui gli uomini vengono a trovarsi, drammaticamente, alle prese con l'Assoluto." J. Conrad     Ciò che sembrerebbe ingannare nella fotografia è quella modalità unica di rendere le cose talmente precise, rispetto ad altri strumenti, da sbilanciare nella direzione della Realtà il soggetto analogo, comunque impossibilito a lesionare quella barriera dualistica lunga e dura edificata da Platone in poi. Da un punto di vista epistemologico anche una teoria scientifica è pur sempre provvisoria e tesa ad accorciare il divario tra fenomeno e noumeno, senza peraltro abbatterlo, nonostante strumenti di indagine di una precisione estrema rispetto alle modalità con cui i nostri sensi si immergono, tout-court, nella Realtà. E photoshop in qualche modo rappresenta proprio l'inganno più subdolo: non offr