Questi fantasmi: l'arte del reale che trasforma il mondo
“L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.”
Paul Klee
“Il mondo reale è molto più piccolo del mondo dell'immaginazione.”
Friedrich Nietzsche
“La realtà è quella che ci raccontiamo a vicenda; non ha altra forma se non quella che decidiamo di darle.”
Jean-Paul Sartre
L'arte, come i fantasmi, non rappresenta necessariamente qualcosa di tangibile o autentico; eppure, il suo linguaggio suggestivo, articolato e metaforico è in grado di creare mondi, influenzare interpretazioni e plasmare la realtà. Questa riflessione trova una potente rappresentazione nella commedia di Eduardo De Filippo, Questi fantasmi. L'opera non è solo una storia di equivoci e di ironia, ma un profondo affresco sull'ambiguità del reale e sulla capacità delle interpretazioni di modificare gli eventi, indipendentemente dalla loro veridicità.
La trama e la metafora
La commedia si dipana attorno alla figura di Pasquale Lojacono, un uomo semplice che accetta di abitare un antico palazzo "infestato" da fantasmi, nella speranza di risollevare le sue sorti economiche e riconquistare l’amore della moglie Maria. Tuttavia, ciò che sembra un racconto soprannaturale è in realtà un intrigo umano: il "fantasma" che aiuta Pasquale è Alfredo, amante di Maria, che usa questa messinscena per nascondere la sua relazione. Pasquale, nella sua ingenua credulità, finisce per interpretare i gesti di Alfredo come prove della benevolenza di un'entità ultraterrena. Arte e fotografia: il linguaggio che crea mondi
Il parallelismo tra la commedia di Eduardo e alcune forme di espressione artistica, come la fotografia d'arte, è evidente. Proprio come i "fantasmi" di Pasquale, alcune fotografie non rappresentano eventi realmente accaduti, eppure riescono a evocare emozioni e interpretazioni che possono trasformare il nostro sguardo sul mondo. Fotografie costruite con cura e intenzione narrativa creano un linguaggio visivo che, pur non "testimoniando" il reale, influenza il modo in cui percepiamo e interpretiamo la realtà. Ad esempio, una fotografia può raffigurare una scena completamente fittizia e tuttavia suggerire una verità più profonda su un tema sociale, politico o esistenziale. L'arte diventa allora un veicolo per creare una nuova prospettiva, invitando lo spettatore non solo a vedere, ma anche a credere. È possibile che un’immagine, pur non essendo "vera", possa agire come catalizzatore di cambiamento nel mondo? Eduardo, attraverso il racconto di Pasquale, sembra suggerire di sì: ciò che immaginiamo con forza, ciò che articoliamo con un linguaggio ricco e pregnante, può incidere sulla realtà e modificarla. Il paradosso della credulità
Questi fantasmi ci invita a riflettere sull'equilibrio tra fede ingenua e scetticismo, tra interpretazioni personali e verità oggettive. La commedia illustra come la credulità di Pasquale, pur fondata su un'illusione, finisca per avere conseguenze reali: il "fantasma" Alfredo si commuove e decide di aiutare il protagonista, nonostante le sue intenzioni iniziali fossero diverse. Questo ci pone di fronte a un dilemma filosofico e artistico: un'interpretazione fallace ma coerente della realtà può diventare più efficace e trasformativa di una verità oggettiva se è capace di toccare profondamente l’immaginazione e il cuore di chi la vive. Conclusione: l'arte come "fantasma benefico"
Come i fantasmi della commedia, la fotografia d'arte possiede il potere di costruire mondi alternativi. Questi mondi, pur non essendo reali, sono capaci di orientare il nostro sguardo, le nostre emozioni e persino le nostre azioni. Eduardo ci insegna che il confine tra realtà e finzione è sottile: ciò che conta non è tanto se un'interpretazione sia vera, quanto il modo in cui riesce a influire sulle nostre vite.
In definitiva, il linguaggio dell'arte è un ponte tra il visibile e l'invisibile, tra il mondo che esiste e quello che possiamo immaginare. Come Pasquale che si affida ai suoi "fantasmi", anche noi possiamo lasciarci trasformare da visioni che, pur essendo nate dal nulla, hanno il potere di renderci più umani.
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