L'impensato e l'ombra che illumina il pensiero


“Bisogna volere l'impossibile, perché l'impossibile accada.”
Eraclito

“Faccio sempre ciò che non so fare, per imparare come va fatto.”
Vincent van Gogh

      L'impensato è ciò che sta oltre il pensiero, ciò che non possiamo afferrare direttamente ma che, paradossalmente, ne costituisce il fondamento, la condizione stessa di possibilità. Un'ombra sfuggente che, pur rimanendo nell'oscurità, illumina la nostra capacità di comprendere il mondo. Attraverso la storia della filosofia, questo concetto si è manifestato in diverse forme, influenzando profondamente il nostro modo di intendere la realtà, il linguaggio e noi stessi. Queste brevi note provano ad esplorare, in modo estremamente sintetico, il lungo viaggio dell'impensato attraverso alcune delle principali correnti filosofiche, offrendo una panoramica accessibile e stimolante.

      Idealismo tedesco: l'impensato come potenzialità. Da Kant, che con la cosa in sé introduce l'idea di un limite invalicabile alla conoscenza, all'Assoluto di Fichte, Schelling e Hegel, l'impensato si trasforma da limite a motore del pensiero. Non è più un vuoto, ma una forza dinamica che si realizza progressivamente nella storia della coscienza, un seme che germoglia nel terreno fertile del pensiero dialettico.

      Schopenhauer: la Volontà cieca. L'impensato si manifesta come una forza oscura e irrazionale, la Volontà, che domina il mondo fenomenico. Intrappolati nella rappresentazione, possiamo solo intravedere la Volontà attraverso l'esperienza del nostro corpo, sperimentando la tragicità di un'esistenza governata da una forza cieca e incontrollabile. Arte e ascesi offrono una temporanea via di fuga da questa prigione.
      Nietzsche: il dionisiaco irrazionale. L'apollineo, simbolo di ordine e razionalità, viene contrapposto al dionisiaco, forza vitale e irrazionale che si cela nell'ombra. L'impensato riemerge nell'arte, nella musica, nella tragedia, liberandoci dalle catene della logica e riconnettendoci alla vitalità primordiale. Un antidoto al nichilismo e alla repressione operata dalla ragione.

      Psicanalisi: l'inconscio e i suoi segreti. Freud svela l'inconscio, un mondo sommerso di pulsioni, desideri e traumi rimossi, che influenza profondamente il nostro pensiero e le nostre azioni. Sogni, lapsus e sintomi nevrotici diventano messaggi cifrati di questo impensato, decifrabili attraverso il lavoro analitico.
      Fenomenologia: l'orizzonte del pensiero. L'impensato non è un contenuto specifico, ma la condizione stessa del pensiero, l'orizzonte pre-riflessivo che rende possibile l'esperienza. Heidegger esplora l'Essere come impensato, manifestato nel linguaggio e nell'esistenza, ma inafferrabile al pensiero metafisico.

      Strutturalismo: le strutture nascoste. Lévi-Strauss svela le strutture inconsce che organizzano il pensiero e la cultura, architetture invisibili che si manifestano nei miti, nelle parentele e nelle pratiche sociali. L'impensato diventa un sistema di relazioni, un codice segreto che governa le nostre interazioni.

      Post-strutturalismo: decostruire la presenza. Derrida, con la différance, mostra come il significato sia sempre in divenire, un gioco di differenze e rinvii che non approda mai a una verità stabile. Deleuze esplora il virtuale, un campo di potenzialità che si attualizza in forme sempre nuove. L'impensato non è più al di fuori del pensiero, ma lo permea dall'interno, minando le certezze della metafisica.
      In conclusione: l'impensato, lungi dall'essere un vuoto o un limite, si rivela come una forza vitale, un motore di cambiamento, una sorgente inesauribile di possibilità. Esplorarlo significa confrontarsi con i limiti del pensiero, accettare l'ombra che ci accompagna e aprirsi a nuove prospettive di comprensione. Un viaggio affascinante e senza fine, che ci spinge a interrogarci continuamente sulla natura del pensiero, del linguaggio e della realtà stessa.
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