Post

Newton e l'armonografo caotico

Immagine
“Non so come il mondo potrà giudicarmi ma a me sembra soltanto di essere un bambino che gioca sulla spiaggia, e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l'oceano della verità giaceva inesplorato davanti a me.” Isaac Newton “Posso misurare il moto dei corpi con l'umana follia.” Isaac Newton       C'è un esperimento che si può fare con due pendoli, un po' di filo e una penna. Si appende il secondo pendolo all'estremità del primo. Si mette un foglio sotto. Si lascia andare il sistema. E si aspetta. Quello che appare sul foglio non somiglia a niente che si potesse prevedere. Non è un cerchio, non è un'ellisse, non è una figura geometrica con un nome. È una traccia che si intreccia su se stessa, si addensa in certi punti e si assottiglia in altri, costruisce zone di quasi-solidità e filamenti sottilissimi, produce contrasto e ritmo e — questa è la parola giusta, anche se è strana — respiro . Produce...

Piccola storia del martello nel pensiero occidentale

Immagine
“Ciò che oggi scriviamo sulla lavagna, domani lo cancelleremo.” Bertolt Brecht (ovvero: come ogni grande mente ha risolto il problema della noce) Platone non avrebbe mai toccato il martello. Il martello appartiene al mondo sensibile: è una copia imperfetta dell' Idea di Martello , che esiste nel mondo iperuranio in forma pura, senza ruggine, senza peso e senza il fastidioso rumore che fa quando colpisce. Il carpentiere che usa il martello reale non sta costruendo, o meglio, sta cercando di ricordare, confusamente, la perfezione di cui il martello è un'ombra. La noce, del resto, è anch'essa un'ombra. Il filosofo non rompe le noci: le contempla fino a quando non vede l' Idea di Noce , che è eterna e non richiede certo di essere aperta. Aristotele avrebbe invece preso il martello con grande soddisfazione pratica. Il martello ha una causa materiale (il ferro), una causa formale (la forma adatta a colpire), una causa efficiente (il fabbro che lo ha fatto) e una ...

Solo una conchiglia?

Immagine
“La matematica non è un luogo dove si abitano certezze, ma un luogo dove si impara a vivere con domande sempre più belle.” Alexandre Grothendieck       C'è un matematico che quasi nessuno conosce fuori dalle aule universitarie e che tuttavia ha compiuto nel Novecento uno dei gesti intellettuali più radicali della storia del pensiero umano. Si chiama Alexandre Grothendieck. Nato a Berlino nel 1928 da padre anarchico russo e madre tedesca, apolide per tutta la vita, internato da bambino in un campo di raccolta in Francia durante la guerra, genio assoluto della matematica del dopoguerra e poi — al culmine della fama, a quarantadue anni — sparito. Ritirato volontariamente in un villaggio dei Pirenei, Lasserre, dove ha trascorso gli ultimi decenni a scrivere migliaia di pagine autobiografiche e mistiche che nessuno ha ancora letto per intero. È morto nel 2014 senza essere tornato nel mondo accademico. Perché cominciare da lui? Perché Grothendieck ha fatto q...

Il coro dell'alba

Immagine
“La natura non fa nulla di inutile.” Aristotele, De Anima       C'è un momento, tra il sonno e la veglia, in cui il mondo comincia senza di te. La finestra è socchiusa mentre fuori, qualcosa sta già accadendo, rumoroso, indifferente e bellissimo. Sono gli uccelli. Io resto ad ascoltare, senza ancora decidere se alzarmi. Questo succede ogni mattina, in primavera. Ed è diventata una delle poche cose a cui tengo senza sapere bene perché. O meglio: senza che il perché abbia molta importanza. Ho scoperto solo di recente che quanto descritto ha un nome preciso in etologia: dawn chorus , il coro dell'alba. Non è un fenomeno casuale né caotico come sembra dall'interno. Inizia circa un'ora prima del sorgere del sole e segue un andamento sorprendente: ogni specie entra in scena al proprio momento, come in un'orchestra con una partitura invisibile. I pettirossi aprono. Poi i merli ( "Va beneeeeeee?" ). Poi le cinciallegre, i fringuelli. C'è un ordine anche s...

Il sorriso insolubile della nonna. Analisi di un frammento proustiano

Immagine
“[...] nonna entrava, pregava ardentemente suo marito di non assaggiare il cognac; lui si arrabbiava, beveva ugualmente il suo sorso, e la nonna se ne andava via, triste, scoraggiata, ma sempre sorridente, giacché era così umile di cuore e così dolce che la sua tenerezza per gli altri e il poco conto che faceva della propria persona e delle proprie sofferenze, si conciliavano nel suo sguardo in un sorriso dove, diversamente da quel che si vede nel volto di molti esseri umani, non v'era ironia se non per se stessa, e per tutti noi invece come un bacio dei suoi occhi che non potevano posarsi su coloro che le erano cari senza accarezzarli appassionatamente con lo sguardo. Quel supplizio che le infliggeva la prozia, lo spettacolo delle vane preghiere della nonna e della sua debolezza, vinta in partenza, nell'inutile tentativo di togliere al nonno il bicchierino di liquore, era una di quelle cose alla cui vista più tardi ci si abitua, fino a considerarle ridendo e a prendere le pa...

Anarchismo epistemologico e critica dell'istituzione artistica

Immagine
“L'unica regola che sopravvive è: tutto va bene.” P. K. Feyerabend, Contro il metodo       Paul Karl Feyerabend, filosofo della scienza austriaco celebre per il suo anarchismo epistemologico e il principio provocatorio dell' anything goes , offre strumenti concettuali sorprendentemente efficaci per ripensare l'arte concettuale contemporanea e smascherare le dinamiche di potere che governano il sistema dell'arte istituzionale. Quando Feyerabend sostiene che non esistono regole metodologiche universali nella scienza e che il progresso nasce spesso dalla violazione delle norme consolidate, sta descrivendo una dinamica strutturalmente identica a quella operata dai grandi innovatori artistici del Novecento. La Fontaine di Duchamp, per esempio, è feyerabendiana avant la lettre : introduce un'anomalia che costringe a riconfigurare l'intero sistema di ciò che può essere considerato arte. Il ready-made non è semplicemente una provocazione, ma una controinduzi...

La grammatica in azione: cinque possibili attraversamenti

Immagine
“Con la parola e con l'agire ci inseriamo nel mondo umano, e questo inserimento è come una seconda nascita, in cui confermiamo e ci sobbarchiamo la nuda realtà della nostra apparenza fisica originale.” Hannah Arendt “Sapere è potere. Il dominio dell'uomo consiste solo nella conoscenza: l'uomo tanto può quanto sa.” Francis Bacon Continuazione di: "Grammatica della cura: una filosofia visiva sulla vulnerabilità"       Finora abbiamo costruito strumenti. Principi, assi, operazioni concrete. Una cassetta degli attrezzi linguistici che promette di trasformare il modo in cui parliamo e, attraverso il parlare, il modo in cui pensiamo e stiamo al mondo. Ma una grammatica non esiste finché qualcuno non la parla. Finché le parole non toccano qualcosa di vivo, restano istruzioni senza corpo, teoria che non ha ancora incontrato la resistenza del reale. Quello che segue è un invito all'esperimento. VerdeLab.info ha sviluppato due agenti AI genera...