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Produzione artistica e intelligenza artificiale

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“Inferocita, la Bestia contorceva i suoi integrali doppi e tripli per rintuzzare i polinomi con cui il re cercava di colpirla, scivolava in una serie infinita di termini indeterminati, poi si risollevava elevandosi a potenza, ma il re la attaccava con una serie di derivazioni parziali e totali da azzerare tutti i suoi coefficienti (si veda il Lemma di Riemann), e nella confusione che ne seguì i costruttori persero completamente di vista il re e la bestia.” Stanislaw Lem       Che rapporto c'è tra la produzione artistica e l'intelligenza artificiale? In questa intervista curata da Alimberto Torri per Ticino Web TV proviamo a tracciare una sintesi di alcuni aspetti essenziali. Le nuove tecnologie possono essere un valido strumento nel mondo dell'arte a patto che si riesca a controllarle e a rimanere interpreti prinicipali dell'intero processo di creazione artistica. Da un altro punto di vista tali strumenti possono ridisegnare una nuova mappa della crea...

Il linguaggio, l'alchimia, la trasmutazione

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“Pur percorrendo ogni sua via, tu non potresti mai trovare i confini dell’anima: così profonde sono le sue radici.” Eraclito       Il sottotitolo del convegno organizzato anche quest'anno dall'Associazione Culturale ALTANUR, potrebbe essere: "Dalle Connessioni Inattese alle Connessioni Profonde". A prima vista, il mondo del linguaggio, dell'alchimia e della trasmutazione sembrano un trio improbabile. Ma se andiamo un po' più a fondo, scopriamo dei collegamenti davvero intriganti fra questi tre campi apparentemente diversi.       Il linguaggio è come un eroe della trasmutazione, capace di trasformare l'ignoranza in saggezza, la paura in coraggio e persino l'odio in amore. Dall'altra parte, l'alchimia, quella vecchia ricerca di trasformare piombo in oro o trovare l'elisir dell'eterna giovinezza, può essere vista come una specie di metafora per il processo linguistico. Gli alchimisti cercavano di pulire e trasformare gli in...

Artescienza

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“Un giuoco poteva, per esempio, prendere le mosse da una data configurazione astronomica o dal tema di una fuga di Bach o da una tesi di Leibniz o dalle Upanishad, e da questo tema, a seconda delle intenzioni e dell’ingegno del giocatore, l’idea conduttrice che ne era evocata poteva o continuare e ampliare la sua espressione o arricchirla con reminiscenze di idee affini.” H. Hesse, Il giuoco delle perle di vetro       Signore e signori benvenuti in questo breve pamphlet il cui titolo prende il nome da una rubrica tenuta da Alimberto Torri 1 e che esaminerà le possibili relazioni esistenti tra l’Arte e la Scienza. Partiamo dunque con una prima semplice classificazione che non ha nulla a che vedere con le stravaganti enciclopedie cinesi care a J.L. Borges:   1. R icerca scientifica influenzata dall'arte : Scienziati che incorporano approcci artistici nella loro ricerca per promuovere la creatività, la comunicazione o l'ispirazione, o per affr...

L'incoscienza dell'Albero

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“La coscienza non è una cosa tra le cose, ma è l'orizzonte che contiene ogni cosa.” Edmund Husserl Busso alla porta della pietra - Sono io, fammi entrare. Voglio venirti dentro, dare un'occhiata, respirarti come l'aria. - Vattene - dice la pietra. Sono ermeticamente chiusa. Anche fatte a pezzi saremo chiuse ermeticamente. Anche ridotte in polvere non faremo entrare nessuno. Busso alla porta della pietra. - Sono io, fammi entrare. Vengo per pura curiosità. La vita è la sua unica occasione. Vorrei girare per il tuo palazzo, e visitare poi anche la foglia e la goccia d'acqua. Ho poco tempo per farlo. La mia mortalità dovrebbe commuoverti. - Sono di pietra - dice la pietra - E devo restare seria per forza. Vattene via. Non ho i muscoli per ridere. Busso alla porta della pietra. - Sono io, fammi entrare. Dicono che in te ci sono grandi sale vuote, mai viste, belle invano, sorde, senza l'eco di alcun passo. Ammetti che tu stessa ne sai poc...

Angelo nascosto, angelo della bellezza

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“Ero solo io così poco seria. È il tempo cosi poco serio. Non sono mai stata solitaria, né da sola, né con qualcun altro; ma mi sarebbe piaciuto in fondo essere solitaria. Solitudine significa: "Finalmente sono tutto". Adesso posso dirlo, perché oggi finalmente sono davvero sola. Bisognerà finirla prima o poi con il caso. Non so se ci sia un fine, ma so che ci deve essere una decisione, è necessario che tu ti decida. Deciditi! Ora il tempo siamo noi. Non solo la città intera, adesso è il mondo intero che prende parte alla nostra decisione. Ora noi due siamo più che due solamente, noi incarniamo qualcosa. Ed eccoci sulla piazza del popolo, siamo qui tutti e due e l'intera piazza è piena di gente che si augura la stessa cosa che ci auguriamo noi. Decidiamo noi il gioco per tutti.” Dal film di W. Wenders: "Il cielo sopra Berlino" “Come il rumore di una lontana risacca, così risuona all'autore l'unità ritmica della sua opera. I temi se ne vanno e poi di...

Avalon

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"Avalon sarà sempre accessibile per chi saprà trovare la strada: ma se l'umanità non vi riesce, allora forse questo è il segno che non è pronta." M. Z. Bradley "[...]Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse un niente che è tutto." E. Montale       Avalon racconta le gesta di un immaginario cavaliere-barbone che ha smesso di sorridere per una serie di avversità. Alle prese col suo viaggio metaforico verso l'isola leggendaria di re Artù, Avalon è l'emblema di un mondo-altro che non smettiamo mai di desiderare.       Ad interessare di più sono però i passaggi e le brecce che si aprono e si sfaldano lungo il procedere degli eventi. Durante il viaggio del cavaliere immancabilmente qualcosa di inafferrabile aumenta, si indebolisce, si trasforma, si conclude, lasciando scivolare sul fondo un desiderio di liberazione consegnato all'ebbrezza della danza. A volte è più facile dire attraverso ciò che si sta perdendo. ...

The black box Theory

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"C'è geometria nel mormorio delle corde.  C'è musica nella spaziatura delle sfere." Pitagora       Il video inizia ambientando in un paesaggio immaginario alcune figure geometriche. Un debordare di forme, alcune nuove e sconosciute in continua trasformazione, figure che si ridisegnano dando origine a nuove armonie ed a passaggi concettualmente sempre più complessi. Non c'è fine o inizio, tutto è un continuo divenire. Qua e là si materializzano figure antropomorfe che ci fissano intensamente, invocano la nostra attenzione, ci invitano ad un dialogo immaginario e così ci sentiamo meno soli, percependo un senso più alto dell’esistere.       Pitagora, a cui è dedicata anche la citazione finale, riteneva che l'Universo fosse governato da proporzioni numeriche armoniose, corrispondenti a esatti intervalli musicali e sosteneva l’esistenza di una stretta relazione tra come si presenta il mondo ai nostri occhi e la musica, ...