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Natura morta con vetri
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Vetri di carta su parole di cristallo,
pagine di libri senza fogli su immagini evanescenti,
foto di spettri paradossi della semplicità.
Nessun dire, solo lingue mute senza più confini.
“L'opera d'arte è un atto di pensiero in forma sensibile.” Maurice Merleau-Ponty Cosa accade quando la fotografia smette di essere una semplice rappresentazione del reale per diventare una forma attiva di pensiero? Foto(so)phie è il titolo di un vasto progetto teorico e visivo che si presenta non solo come breve saggio, ma come un vero e proprio dispositivo concettuale. Un’opera ibrida in cui arte visiva, filosofia e linguaggio si incontrano, si scontrano e si trasformano. Al centro di questa ricerca c’è l’idea di post-fotografia come campo di riflessione e azione: non un’evoluzione tecnica del medium, ma una radicale messa in discussione dei suoi limiti percettivi, semantici ed espressivi. Le immagini non si limitano più a mostrare, ma pensano, interrogano e coinvolgono il lettore/spettatore in una relazione attiva e tattile. Attraverso le visio(so)phie, foto[so]phie e meta{so}phie , viene costruito un nu...
“L'immagine non è una rappresentazione del mondo, ma un mondo possibile che si offre all'esperienza.” Gilles Deleuze “La mano che disegna apre un varco nell'essere. Disegnare non è imitare ciò che si vede; è rendere visibile.” Paul Klee “Il pensiero è a volte più vicino alla terra di quanto l'occhio non creda.” Martin Heidegger Nel silenzio del mio studio, tra le dita sporche di colore e la carta che oppone la sua resistenza, l'immagine smette di essere specchio passivo del mondo e inizia a pensare. Non riflette più pensieri già formati, ma diventa il luogo stesso dove il pensiero nasce, si incarna e respira. La mano sa cose che la mente non ha ancora pensato , si muove seguendo una sapienza del corpo che precede e orienta la riflessione concettuale. Questa è la rivoluzione silenziosa dell'arte concettuale contemporanea: scoprire che il corpo non è strumento del pensiero ma luogo del pensare. Quello che la tradizione ha sempre considerat...
“Ho tenuto in mano qualcosa di leggero, così leggero che bastava un filo a trattenerlo. Credevo fosse la speranza, ma era solo il peso che ancora non conoscevo. Poi sono stato a lungo in piedi. Con la spada piantata nella sabbia come radice e giuramento. Il mare mi parlava di ciò che non torna mentre io rispondevo restando fermo. Ogni giorno era una battaglia senza nemici: solo il vento e l'attesa. Ora siedo accanto a ciò che ho sempre combattuto. Il tempo ha smesso di nascondersi; si mostra nei suoi ingranaggi e nelle sue crepe. Non è crudele. E io, finalmente, posso guardarlo senza più dover vincere. Le conchiglie intorno a me sono le vite che ho attraversato. Ognuna conteneva un'eco di mare che non c'è più. Le raccolgo non per ricordare, ma per sapere che anche sparire è una forma dell'esistere.” Luigi M. Verde La singola fotografia, isolata, rimane muta. Non chiede interpretazioni, non offre chiavi. È un rettangolo di carta che potrebbe signi...
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