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Natura morta con vetri
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Vetri di carta su parole di cristallo,
pagine di libri senza fogli su immagini evanescenti,
foto di spettri paradossi della semplicità.
Nessun dire, solo lingue mute senza più confini.
“L'arte di narrare si avvia al tramonto. È sempre più raro imbattersi in persone che sappiano raccontare qualcosa come si deve. [...] È come se fossimo privati di una facoltà che sembrava inalienabile, la più certa tra le cose certe: la capacità di scambiare esperienze.” Walter Benjamin “La casa è il nostro angolo di mondo. È il nostro primo universo. È davvero un cosmo. Un cosmo in tutta l'accezione del termine.” Gaston Bachelard Nel cuore nascosto dei nostri paesaggi interiori si celano "luoghi comuni" che nessuna immagine potrà mai raccontare completamente. Eppure, paradossalmente, è proprio attraverso la fotografia che questi spazi possono tornare a parlarci, rivelando quella dimensione dell'esperienza che la velocità contemporanea ha reso invisibile. Cosa rende "comune" un luogo? Non la sua banalità, come potremmo pensare, ma piuttosto l'eccedenza di significato che lo rende trasparente al nostro sguardo abituato. I piccoli cimit...
“L'opera d'arte è un atto di pensiero in forma sensibile.” Maurice Merleau-Ponty Cosa accade quando la fotografia smette di essere una semplice rappresentazione del reale per diventare una forma attiva di pensiero? Foto(so)phie è il titolo di un vasto progetto teorico e visivo che si presenta non solo come breve saggio, ma come un vero e proprio dispositivo concettuale. Un’opera ibrida in cui arte visiva, filosofia e linguaggio si incontrano, si scontrano e si trasformano. Al centro di questa ricerca c’è l’idea di post-fotografia come campo di riflessione e azione: non un’evoluzione tecnica del medium, ma una radicale messa in discussione dei suoi limiti percettivi, semantici ed espressivi. Le immagini non si limitano più a mostrare, ma pensano, interrogano e coinvolgono il lettore/spettatore in una relazione attiva e tattile. Attraverso le visio(so)phie, foto[so]phie e meta{so}phie , viene costruito un nu...
“Nell'oscurità tutti i colori si somigliano.” Sir Francis Bacon “L'uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi.” Erich Fromm Nel Novum Organum del 1620, Francis Bacon individuava quattro categorie di idoli , false nozioni che ostacolano la conoscenza autentica della realtà. Questi idola rappresentavano altrettanti vizi cognitivi che impedivano l'accesso alla verità: gli idola tribus (della tribù), radicati nella natura umana; gli idola specus (della caverna), derivanti dalle inclinazioni individuali; gli idola fori (del mercato), generati dal linguaggio sociale; gli idola theatri (del teatro), prodotti dai sistemi filosofici dominanti. Guardando al panorama dell'arte contemporanea con l'acutezza diagnostica del filosofo inglese, emerge un quadro preoccupante: il sistema artistico odierno sembra pervaso da meccanismi...
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