Se un albero potesse parlare, non userebbe le nostre parole
"Un esperimento linguistico per imparare a tacere meglio!" C'è un esercizio che faccio spesso quando sono in un bosco. Provo a stare fermo, come un faggio. Fermo per davvero. E ogni volta fallisco miseramente, ovviamente. Ma nel fallimento imparo qualcosa. Imparo che il mio corpo non è progettato per la stasi. Imparo che il mio linguaggio inteso come flusso continuo di parole che mi attraversa, è costruito per la caccia, per l'inseguimento, per la fuga. Soggetto-verbo-oggetto: qualcuno fa qualcosa a qualcun altro. La grammatica del predatore. E allora mi sono chiesto: se un albero potesse parlare, che lingua userebbe? La domanda sembra innocua, quasi da libro illustrato per bambini. Ma se la prendi sul serio -e intendo davvero sul serio- diventa un abisso. Perché un albero non è semplicemente un umano immobile. Non è una persona paziente. È una forma di vita radicalmente altra, con una percezione del tempo, d...